martedì 10 dicembre 2013

La solidarietà, unico valore che può salvaguardare la dignità umana

Ve lo dico Nutro & Crudo... 

Porsi delle domande sull'altro che ci sta di fronte, notare le somiglianze e le differenze e riflettere su di esse è tipico della natura umana.

Nelle relazioni intersoggettive, significative, ci è dato sperimentare una sorta di passaggio evolutivo, quando viene superato uno schema rigido: cade il velo che copriva i due del rapporto e, ad un tratto, ci si mostra l'un l'altro nella propria essenza, e ciascuno si fa disponibile a "vedere" se stesso e l'altro con occhi nuovi.

Va detto che il passaggio non è dato una volta per sempre: viene riscelto ogni volta dai due interlocutori attraverso l'atteggiamento, con cui tornano di volta in volta a porsi nella relazione. 

L'aver sperimentato almeno una volta quella sensazione di libertà, quella forma di amore verso l'altro che non esclude, ma anzi richiede l'amore per sè, è fondamentale per poterne evocare la memoria, per sentirne concretamente la mancanza.

La strada, allora, per combattere contro l'assurdità della vita, è quella di far fronte alla "peste" da uomini uniti, con tutte le proprie forze e rimanere sempre vigili in attesa che ritorni tra noi.

Ma questo, deve fare i conti con le diversità e i limiti di ognuno: l'uomo, infatti, è sempre in bilico fra solidarietà e solitudine, e spesso si trova di fronte a situazioni che avrebbe potuto evitare se avesse approfittato di un'occasione passata. 

La solidarietà rapprensenta, però, l'unico valore che può salvaguardare la dignità umana, rendendo possibile la convivenza in un mondo che ha poche certezze e dove l'Io ha perso la propria centralità. 






















Tratto da un saggio filosofico di Marcella Granito


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