martedì 17 dicembre 2013

Perché chiamarlo "Natale"?

Ve lo dico Nutro & Crudo...


"Rientrato dall'Asia, ho trascorso una settimana inchiodato a scrivere e a rimpinguare il blog, ma sempre col calore del caminetto, in perfetta salute e in ottima armonia familiare. Nemmeno il tempo per prendere in mano la cornetta e chiamare uno per uno al telefono come meritereste. Come negli anni scorsi, mi sono ritrovato a trascorrere il Natale lavorando più intensamente degli altri giorni, un modo come un altro per rispettare la figura di Gesù Bambino, reale per chi ci crede o fantasiosa per chi è scettico o non-credente. Non ho grande simpatia per la Chiesa, ma alla figura storica di Gesù tendo a crederci e amo crederci, anche per rispetto ai tanti che ci credono.

In ogni caso, l'idea stessa di un bambino che nasce in una modesta mangiatoia, quasi assistito dal bue e dall'asinello, è commovente, e si scontra platealmente con le attitudini di una maggioranza che, per Natale, non sa fare altro che accoltellare impunemente e senza pentimento alcuno il bue e l'asinello, oltre che il maiale, il tacchino, la gallina, lo struzzo, la pecora, l'agnello, e tutto quello che vive e respira sulla terra e nell'acqua. Come si faccia a commuoversi di fronte a un albero di Natale o a un Presepe, col riflusso gastrico dei cadaveri annegati col vino doc, col prosecco e lo champagne, non l'ho ancora capito.

Ho acceso a tratti il televisore, finendo non sbalordito, ma letteralmente schifato. Mai visto tante trippe, tanto guanciale, tanto fegato, tante anime spennate, tanti cadaverini esposti ed esaltati con vanto da cuochi mediocri scelti con cinico discernimento da mamma RAI in collusione con l'Agroalimentare Italiano, più che mai sul piede di guerra, più che mai compatto nella sua follia carnivoristica. Mai visto tanta atrocità esposta senza alcun imbarazzo, con irresponsabile disinvoltura, con orgoglio macellatorio, quasi che Natale fosse il Campionato Mondiale di chi riesce a ingozzarsi meglio, garantendosi un orribile mix di salme ammazzate nel proprio ventre, una acidosi corporale che durerà fino a Pasqua, e un annebbiamento mentale e spirituale che nessuna confessione, nessuna comunione, nessuna ostia, nessuna genuflessione potranno mai diradare.

Perché chiamarlo Natale? Cambiamogli nome! Chiamiamolo pure Mortale, visto che rappresenta il trionfo del sangue e del rituale più vergognoso e abominevole dell'anno, accompagnato da un dose di ipocrita buonismo. Detto questo, chiedo scusa a chi è caduto in questo ennesimo crimine culinario, in nome della socialità e della abitudine. Volto pagina e auguro a tutti indistintamente un domani migliore".










(Dal blog dell'igienista Valdo Vaccaro)

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